Kit Estetici con la certificazione di Tecnostrada ora si può stare del tutto tranquilli.
Un altro e definitivo passo per ottenere il massimo risultato dalla normativa ponte a favore di chi decide di personalizzare il proprio veicolo con il montaggio di kit estetici, in attesa della totale revisione del codice della strada e delle sue procedure di idoneità, è stato fatto.
Il gruppo Businesscar verso la fine dello scorso anno ha ottenuto una disposizione ministeriale che prevede, per la regolarizzazione del montaggio di kit estetici sulle autovetture, la possibilità di emettere una certificazione in luogo dell'aggiornamento della carta di circolazione. Nonostante questo, molti timori e dubbi continuavano a muoversi nella mente degli appassionati, poiché non risultava ancora del tutto rassicurante il confronto con gli organi di controllo. Infatti durante la recente manifestazione “My Special Car Show”, molti fra i ragazzi e i club che sono intervenuti ci hanno segnalato le loro titubanze su come avrebbero continuato a muoversi nei loro confronti le forze dell'ordine.
Certamente tutti riconoscevano che la presenza di un documento prodotto sulla base di una specifica disposizione ministeriale avrebbe dato maggiori garanzie (rispetto al caso in cui fosse assente qualsiasi tipo di documentazione a supporto), ma il tarlo del controllo e delle conseguenze ad essere fermati non lasciava tranquilli i nostri interlocutori.
Molti, addirittura, ci hanno anche segnalato una sorta di persecuzione da parte dei tutori delle forze dell'ordine, che davanti ad un certificato non si sarebbero forse arresi tanto facilmente, creando così dei problemi a questi appassionati.
Ci siamo allora confrontati con i funzionari del competente Dipartimento dei Trasporti Terrestri (gli stessi che hanno provveduto a rilasciarci il documento su cui si basa la nostra certificazione) con i quali si è pensato che fosse più che mai opportuno inviare una copia della loro disposizione anche al Ministero dell'Interno, visto che anche da quel fronte erano giunte diverse richieste di chiarimenti.
Ringraziamo a tale proposito l'impegno preso con la nostra associazione di categoria da parte dell'ing. Campagnari, che poco prima di andare in pensione si preoccupò di rispondere personalmente ad un quesito che gli era stato rivolto dagli organi di polizia - proprio sulla condotta da seguire nei confronti degli autoveicoli allestiti con i kit estetici -, dettando ben precise istruzioni.
Di recente, facendo proprie tali informazioni, il Ministero dell'Interno ha divulgato una circolare operativa che recepisce le istruzioni del DTT su cui è basata la disposizione ministeriale emessa nei nostri confronti. Il Ministero dell'Interno, nella propria informativa, stabilisce così che non è più richiesto l'aggiornamento della carta di circolazione, ma a condizione che venga soddisfa una serie di verifiche sotto la totale responsabilità del conducente.
Dato che raramente il conducente ha i requisiti di legge per documentare la rispondenza a normative europee, e soprattutto per dichiarare ciò che è previsto dalla legge 122 del 1992 (volta a garantire che i lavori siano eseguiti da aziende abilitate e quindi assicurate), chi utilizza un autoveicolo allestito con kit estetico, se vuole garantire a sé stesso una circolazione tranquilla e sicura, è sufficiente che si procuri la già più volte citata certificazione, la quale gli permetterà di dimostrare che è in regola con le norme del codice della strada, del codice civile e soprattutto rispetto alle assicurazioni. In caso di incidenti, infatti, le compagnie ricorrono proprio a queste modifiche effettuate sull'autoveicolo, senza averle in qualche modo certificate, per non pagare i danni procurati dai loro assistiti (con gravi ripercussioni da un punto di vista civilistico ed economico per il conducente).
Quindi, appena dopo un anno che la nostra società è stata incaricata di trovare soluzioni a questo problema (che da anni assillava la categoria), ci pare di aver conseguito un ottimo risultato. Ciò è un buon avvio per affrontare anche altri problemi che coinvolgono le aziende del settore.
Aspettiamo che i nostri associati (associarsi ad Ascar è semplicissimo, basta consultare il "http://www.ascar.it" dove si trovano tutte le informazioni) ci formulino le loro richieste sui problemi legati alla propria attività, dettati dalle esigenze poste da un mercato come quello italiano, animato da un'enorme schiera di appassionati e di semplici utenti che vogliono fare della loro auto un segno distintivo.
Questo è il momento di accelerare e di dare un senso professionale a questa categoria, che oggi potrebbe realmente fare un importante salto di qualità ed affermarsi in un mondo come quello dell'automotive, capace di offrire tante sfaccettature ed opportunità a patto che ci si dimostri disponibili e pronti a sostenere professionalmente tale disponibilità.
E' da oltre 25 anni che io aspetto questo momento e non lascerò che possa sfuggirci perché non abbiamo fatto i passi giusti per ottenere ciò che ci spetta e che in fondo tutti ci riconoscono.