Cosa è emerso dal convegno FITS di Rimini Resoconto del convegno tenutosi durante la manifestazione My Special Car Show 2010
REGOLARIZZARE LE VETTURE TUNING. LA SOLUZIONE C’È MA È POCO PRATICATA. ECCO PERCHÉ
Una nostra indagine condotta dal 2005 ad oggi evidenzia che oltre il 90% dei veicoli modificati non potrebbe circolare su strada. Perché?
Le modifiche effettuate sono prevalentemente estetiche e coinvolgono la carrozzeria con l’applicazione di appendici fornite da costruttori o carrozzieri. Soprattutto sottoparaurti anteriori e posteriori, minigonne sottoporta e alettoni da applicare sulla parte posteriore del tetto.
Sino al 27 febbraio 2009 in Italia queste modifiche non erano regolamentate a livello normativo. Il Codice della Strada ed il suo regolamento di attuazione non davano risposte esplicite e tutto era lasciato all’interpretazione di funzionari degli uffici periferici della Motorizzazione, che spesso, per non incorrere in problemi in mancanza di norme specifiche, negavano la fattibilità della modifica. Davanti ad un nulla osta rilasciato dal costruttore, qualche volta veniva applicato l’articolo 78 del Codice della Strada e aggiornata la carta di circolazione. Ma si tratta di casi molto isolati.
Nel 2003, l’ufficio provinciale della Motorizzazione di Bologna, in risposta alle domande poste dal Comando di una stazione dei Carabinieri, inviava al Prefetto e agli organi di Polizia Stradale questa circolare ministeriale: “…ALETTONI, SPOILER, MINIGONNE
Non essendo elencate tra le caratteristiche costruttive o funzionali, indicate nell’appendice V del titolo III°, sezione I° (art.227 del regolamento), non sono soggette ad aggiornamento della carta di circolazione: possono essere installate (analogamente ai portapacchi, centine rimovibili, portabiciclette, porta sci, ecc.) a cura e sotto l’esclusiva responsabilità del conducente, purchè non sporgano dalla sagoma del veicolo, siano efficacemente ancorate, non presentino bordi appuntiti o taglienti…”.
La circolare citata chiarisce due aspetti: 1) non c’è bisogno di aggiornare la carta di circolazione; 2) la responsabilità è a carico del conducente.
L’installazione delle appendici tuning è quindi ammessa ma il conducente ha l’obbligo di verificare che l’ancoraggio sia ben eseguito e che non sporgano parti taglienti. Un compito a volte non semplice e che richiede un certo grado di preparazione tecnica. Per questo, sono nati i certificati Tecnostrada.it, documenti rilasciati da tecnici abilitati che garantiscono la regolare applicazione delle appendici tuning ed in caso di incidente consentono al proprietario del veicolo di ottenere il rimborso delle spese sostenute per le modifiche.
Questi documenti, riconosciuti validi da molti giudici di pace, sono ancora poco utilizzati dai tuners. Perché? Ce lo siamo domandati a lungo e abbiamo individuato tre motivi fondamentali:
1) Molti appassionati si spingono ben oltre le modifiche consentite e realizzano vetture che non potranno mai essere certificate, compromettendo la sicurezza dei suoi occupanti e quella di chi, quotidianamente, rischia di incrociarli sulle strade.
2) Recenti casi di cronaca hanno portato ad arresti di funzionari delle Motorizzazioni di Napoli e Palermo indagati per lo scandalo di carte di circolazione trascritte brevi manu. Le indagini degli inquirenti hanno svelato alcune pratiche ricorrenti. Chi cerca in ogni modo di ottenere la trascrizione delle modifiche sulle carta di circolazione, si rivolge alla Germania e all’Austria. In pratica fa collaudare il veicolo in enti accreditati da questi paesi per ottenere una scheda tecnica. Presentando questo documento agli uffici provinciali della Motorizzazione italiana riesce ad ottenere una nuova immatricolazione del veicolo e la trascrizione delle modifiche sulla carta di circolazione. Quella scheda però oltre ai dati tecnici contiene la frase “il veicolo non è stato sottoposto a controllo su strada”. Significa che l’auto non può essere ritenuta idonea alla circolazione. Il veicolo quindi rimane illegale anche se le modifiche sono trascritte sulla carta di circolazione. Lo ha infatti scoperto amaramente un tuner coinvolto in un incidente. I risultati di una perizia tecnica, confermati anche dall’ente straniero che aveva effettuato il collaudo, lo hanno tradito. L’assicurazione, che originariamente aveva pagato i danni, ha quindi esercitato il diritto di rivalsa ed il malcapitato è stato condannato a restituire i soldi.
3) La Motorizzazione, l’unico ente predisposto ad effettuare le omologazioni, è sempre stato poco disponibile ad affrontare la questione della regolarizzazione delle vetture tuning. Legalizzare il comparto significa infatti intasare i già congestionati uffici provinciali della motorizzazione, sovraccaricando di collaudi i limitati nastri operativi.
Basterebbe poco per regolarizzare le auto e circolare con mezzi sicuri per sé e per gli altri. La legge 14/09 ha modificato l’articolo 75 del Codice della Strada e stabilito due principi fondamentali:
1) riconosce la necessità di approvare gli accessori aftermarket, riempiendo così un grave vuoto legislativo.
2) Nell’attesa della pubblicazione dei decreti attuativi che consentiranno alla Motorizzazione di omologare gli accessori aftermarket, la regolarità delle vetture personalizzate potrà essere garantita da certificazioni approvate da Stati europei in cui la normativa specifica è già in vigore. Il trattato della Comunità europea sancisce il principio della libera circolazione delle merci all’interno dei paesi Ue: sino alla pubblicazione dei Decreti Attuativi, l’Italia, ancora oggi priva della normativa specifica, per non incorrere nel rischio sanzione da parte della Corte di Giustizia Europea, come è accaduto ad un altro Paese Ue (sentenza n° 265/2008), dovrà accettare le omologazioni/approvazioni Europee.
Tecnostrada.it, in quanto laboratorio di Prova in Italia di un Ente accreditato in Germania, rilascia certificazioni europee in lingua italiana legalmente riconosciute anche sul territorio nazionale.