LA STRADA E I SUOI CODICI Un piccolo viaggio fra le norme italiane sulla circolazione stradale |
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Immaginiamo di osservare il nostro Paese dall’alto e di trovarci (un piccolo sforzo di fantasia...) nel IV secolo avanti Cristo, ai tempi di Alessandro Magno. Ancora: immaginiamo di percorrere i successivi anni come se guardassimo uno di quei documentari che mostrano l’alternarsi del giorno e della notte in pochi istanti. All’altezza di Roma potremmo allora vedere, a un certo punto, che si sta formando un piccolo sole. I raggi di questo sole, che si allungano quasi in ogni direzione e diventano più fitti, sono le vie Salaria, Tiburtina e Latina, e poi l’Appia, l’Aurelia, la Flaminia, l’Emilia, la Cassia. Eccetera. Così, a poco a poco, l’Italia si ricopre di strade.
Si dice che la loro storia iniziò da un fiume, il Tevere, forse nel suo tratto più facile da attraversare. Quando l’acqua si alzò, lì fu costruito un ponte, dal quale partirono (come raggi d'alba, appunto) le strade degli antichi romani (1). All’inizio si presentavano come sentieri polverosi. Ma in seguito furono trattate con maggior cura, diventando sempre più preziose per le necessità militari, commerciali e di comunicazione fra le varie province. Ai loro lati spuntarono locande per mangiare e dormire, fontane per bere e stazioni per il cambio dei cavalli. Nel 1923, con un regio decreto vennero dettate le norme per disciplinare il traffico di quel tempo. Cinque anni dopo venne creata la Milizia della Strada, il cui compito era quello di far rispettare le regole fissate con il regio decreto. Tale milizia fu destinata a evolversi negli anni seguenti, sino a quando si costituì il primo vero organo di Polizia Stradale, gestito dal Ministero dell’Interno: siamo nel 1947 (4). Ed eccoci a un passo dai nostri giorni. Nell’estate di quarantaquattro anni fa entrò in vigore il famoso “Testo Unico” sulla circolazione stradale: il D.P.R. 15 giugno 1959, n. 393. Era composto da 147 articoli, più i 607 dell’annesso Regolamento. Questa legge ha accompagnato gli italiani per un terzo di secolo, cioè sino al cosiddetto “Nuovo Codice della Strada” e alle recenti modifiche di cui tanto si sta parlando. |
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| NOTE 1. Già in epoche precedenti, però, probabilmente l’Italia era percorsa da una rete di strade, anche se meno organizzate. |
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