Chi, ieri ci ha pubblicamente denigrato, oggi gira regolarmente con i nuovi documenti di aggiornamento e non si è degnato minimamente di chiedere scusa.
Ci risulta circolare su internet una sezione appositamente creata da un nostro Utente.
L’utente in questione si lamenta di ipotetiche ed infondate nostre inadempienze nei suoi confronti per l’omologazione delle modifiche aerodinamiche del suo veicolo.
Sono necessari da parte nostra una serie di chiarimenti, per non creare alcun dubbio sul corretto operato del nostro gruppo che da 30 anni opera con successo in questo settore e non ha certo bisogno, sia dell’elemosina, ne delle stupide reazioni di personaggi che, contrariamente a noi, hanno molto tempo da perdere.
Abbiamo ritenuto opportuno fare queste precisazioni solo ora che l’iter della pratica è giunta al suo logico epilogo, sereni e consapevoli delle nostre capacità e competenze. La Direzione di Tecnostrada.it , vuole invece rivolgere un sentito ringraziamento al signor Angelo Musone, che con molta pazienza ha saputo gestire brillantemente il rapporto con un utente solo arrogante che pur ignorante sulle procedure, ha tentato, inutilmente, di provocare la professionalità dei nostri operatori, come dimostra l’infantile iniziativa multimediale.
Precisazione numero 1:
Noi siamo un ente di certificazione con accredito presso un TUV tedesco che non viene rilasciato a chicchessia.
I nostri collaudi con certificato internazionale sono effettuati in conformità alle direttive europee 2001/116 CE e 1999/37CE, confermate dalla circolare ministeriale Prot. Div6 107961/23/30 del 27/11/2007 con oggetto: Nazionalizzazione di veicoli di provenienza comunitaria con documenti di circolazione provvisori conformi alla direttiva 1999/37/CE.
Pertanto non siamo né una agenzia di consulenza automobilistica e neppure un ufficio dell’UMC sul cui operato non possiamo direttamente intervenire.
Precisazione numero 2:
Il nostro compito si esaurisce con il rilascio del nostro certificato internazionale conforme alla Direttiva già citata 1999/37 CE, come ampiamente indicato sia nei nostri siti che nelle conferme d’ordine che inviamo ai clienti. Con i nostri documenti, accompagnati da targa provvisoria, il nostro cliente può anche circolare regolarmente per 15/ 30 giorni (tempi da noi previsti per la reimmatricolazione in Italia)
Inoltre, l’utente con gli stessi, ha facoltà di rivolgersi presso qualsiasi UMC d’Italia per richiedere il rilascio dei nuovi documenti nazionali, per altro senza ulteriori collaudi. Pertanto sui tempi che impiegano gli uffici pubblici di rilasciare i documenti di loro competenza il nostro ente non ha nessuna responsabilità, visto che ci sono apposite leggi nazionali in questo senso.
Precisazione numero 3:
Il nostro utente si è tenuto parte diligente a relazionare su questa sezione, giornalmente, quanto secondo le sue masturbazioni mentali, gli operatori del nostro ente lo stavano a suo parere “raggirando”. I suoi aggiornamenti si sono però improvvisamente interrotti con il 14 novembre 2007, perché guarda caso il giorno 15 novembre 2007 il suo veicolo è stato regolarmente reimmatricolato con targa DL 579_B.
Questo è avvenuto due giorni dopo l’invio del fax del nostro direttore tecnico che mai si è sottratto al confronto con nessuno né tanto meno con l’utente in questione, il fax è stato inviato all’utente lo stesso giorno della loro telefonata.
Il fax dallo stesso pubblicato sul suo forum, pur senza le dovute autorizzazioni sulla privacy (come pure per tutte le citazioni di nomi e dati sensibili), gli confermava quanto siamo stati ora obbligati a precisare, ma che non è stato correttamente recepito.
Precisazione numero 4:
Tra qualche giorno sarà disponibile la carta di circolazione definitiva del nostro utente, ma d’accordo con la nostra agenzia di pratiche auto, verrà ritirata presso gli uffici dell’UMC solo quando il nostro utente, tanto zelante nell’ essere così dettagliato sul suo format sino al 14 novembre 2007, non lo completi chiedendo pubbliche scuse e saldato la nostra parcella che a questo punto è diventata ben più sostanziosa (saranno compresi anche gli importi per i danni per diffamazione).
Precisazione numero 5:
A seguito di questa vicenda, che ha ulteriormente dimostrato la serietà del nostro gruppo che mantiene sempre quanto promette, il nostro ente non si rende più disponibile nemmeno di essere il solo tramite con gli UMC e le agenzie di consulenza automobilistica, perché chiamato a rispondere della sola ed assoluta regolarità dei suoi documenti rilasciati conformemente alle vigenti norme recepite anche in Italia.
Una considerazione a margine del nostro direttore tecnico
E’ dal 2003 che il nostro ente ed i suoi professionisti, stanno lavorando per portare in porto la soluzione di un contenzioso con il ministero dei Trasporti che attraverso i suoi UMC periferici non esercita i suoi obblighi istituzionali sui collaudi del tuning, costringendo ingiustamente l’utenza a rivolgersi ad altri paesi della Comunità Europea per ottenere quanto sarebbe già possibile ottenere direttamente in Italia.
L’unica soluzione che appare possibile e potrà risolvere questo contenzioso, è la privatizzazione del servizio.
Per fare questo si debbono modificare alcuni articoli del Codice della Strada: l’articolo 75, l’articolo 76 e 78 del CDS, oltre i loro collegati del Regolamento di attuazione.
Solo con l’aiuto di tutti gli appassionati potremo raggiungere questo risultato, che con il Governo appena caduto era giunto ad un passo dall’approvazione definitiva. Ultimamente il nostro ente, molto attento alle vicende del settore, ha percepito una sorta di retromarcia da parte degli utenti finali che da questa legge troverebbero il giovamento maggiore. La nostra impressione è che non siano correttamente informati e che ci siano molti operatori che hanno interesse, anche all’interno del nostro settore, a frenare questa nuova legge.
La nuova legge, oltre a semplificare la regolarizzazione dei veicoli modificati porterebbe due sostanziali conseguenze economiche:
1) il quasi annullamento dei costi di omologazione per l’utente finale
2) la responsabilizzazione dei produttori che a questo punto per commercializzare i loro prodotti dovrebbero cominciare ad omologarli tutti.
La FITS, che mi onoro di presiedere, contrariamente a quanto fatto circolare suoi vari forum, non ha alle spalle nessuna azienda con intenti speculativi.
E supportata da dei tecnici esperti di omologazione e di norme nazionali ed internazionali automotive che già fanno questo lavoro da oltre trenta anni e non hanno bisogno di essere sponsorizzati da nessuno.
Certamente persegue un riconoscimento normativo di operare direttamente nel suo paese anziché doversi accreditare all’estero.
Per aumentare il consenso su questo progetto ha creato un movimento di opinione con lo slogan: Legalizziamo il tuning con un euro. In poco più di un anno abbiamo superato abbondantemente i 10mila iscritti.
Chi sono i nostri iscritti?
Sono semplici appassionati che vedono nel loro veicolo il realizzarsi dei loro sogni e dei loro desideri, oltre un modo per stare insieme tra di loro.
Sono quelle persone che lavorano giornalmente per utilizzare i loro risparmi e i loro sacrifici al fine di vedere realizzarsi il loro sogno.
E’ dal 2003 che settimanalmente sono in mezzo a loro, ai loro raduni, ai loro incontri , che mi confronto con i loro problemi e credo di essermi fatto una idea ben chiara. Sono convinto che sinora molti operatori hanno scaricato sulla loro passione gli oneri delle disfunzioni della pubblica amministrazione, ponendo sul mercato di tutto e di più senza preoccuparsi della sicurezza stradale che veniva meno dalla immissione sul mercato di prodotti illegali. In sostanza a molti ha fatto comodo questo caos normativo, perché gli ha permesso di arricchirsi, con una concorrenza sleale nei confronti di quelle aziende che invece hanno lavorato con etica e professionalità perseguendo comunque la legalità e le omologazioni dei loro prodotti.
E’ facile realizzare uno scarico, chiamarlo universale, farlo produrre a basso costo in uno dei paesi dell’est , poi immetterlo sul mercato senza nessun collaudo di omologazione e quindi senza questi costi che per le aziende sono sicuramente molto elevati ed incidono pesantemente sul singolo accessorio. Non c’è nemmeno il problema di predisporlo come la legge impone per ogni singolo modello di veicolo, tanto è universale. Questi sono prodotti spesso pericolosi per la salute delle persone, vedi i risultati di alcune nostre prove dermatologiche su alcuni pomelli in commercio senza certificazione, eppure vengono mantenuti in bella vista nelle vetrine dei negozi specializzati.
Tutto bene fino a quando non ci sono conseguenze assicurative come con gli incidenti, dove le compagnie non pagano i danni procurati.
Su chi ricade tutto questo? Sull’appassionato finale che ha il torto di non essere minimamente tutelato.
Ecco cosa stiamo cercando di fare per gli appassionati, dimostrare che le leggi ci sono e si devono fare rispettare anche in Italia per tutelare l’intera categoria.
Se qualcuno ha proposte od opinioni diverse dalle nostre per applicare le norme anche in modo diverso siamo ben lieti di confrontarci.
Il nostro scopo resta di legalizzare il tuning al fine di garantire la sicurezza stradale! Partendo da questo presupposto siamo disposti a incontrarci con chiunque.
Giuliano Latuga Direttore tecnico
Tecnostrada.it
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