Perchè sono legali le nostre certificazioni europee
Di seguito pubblichiamo una risposta inviata al Presidente di un’associazione di tuning. La stessa è stata leggermente corretta per non far apparire dati sensibili
Gentile Presidente, chiarite le diverse e necessarie puntualizzazioni per le questioni inerenti le attività associative e leggendo nelle sue righe un certo scetticismo nei confronti della nostra attività di Certificazione delle auto modificate, mi corre l’obbligo fare presente che le recenti variazioni normative (legge 14/2009) hanno avvalorato ancora di più le nostre certificazioni sul territorio nazionale.
Circolare con veicoli illegali espone a diversi rischi: ritiro del libretto; coinvolgimento in situazioni truffaldine come l’esportazione della propria auto in altri paesi comunitari; mancato pagamento dei danni da parte delle assicurazioni in caso di incidente.
Recentemente abbiamo incontrato una Sua collaboratrice durante un incontro a Bergamo organizzato da persone che sono state “truffate” perché avevano ottenuto la trascrizione sulla carta di circolazione, brevi manu, presso la Motorizzazione di Napoli. Trascrizioni del tutto irregolari e contrastanti con le norme comunitarie vigenti. Avendo noi visto i documenti di una di queste auto, lo possiamo affermare senza tema di smentita. I malcapitati ci hanno consegnato tutta la documentazione nella loro disponibilità, ma quell’auto non è regolarizzabile. Il nostro ente collabora con uno studio che questo settore lo segue da oltre sette anni, rappresentiamo un TUV in Italia da sei e da trenta siamo accreditati presso gli uffici della Motorizzazione. In questi 30 anni abbiamo presentato con esiti positivi oltre 32mila progetti tra unici esemplari e omologazioni di modifiche a veicoli. Abbiamo affrontato ogni tipologia di intervento: dalla trasformazione di un’autovettura in autocarro, all’omologazione nazionale di motocicli, macchine operatrici o autogrù da 60ton/metro. Inoltre è da 13 anni che il nostro core business è la formazione di tecnici di settore.
Teniamo corsi (dal 2003 obbligatori per legge) ai responsabili tecnici di linea di revisione auto e moto e formato oltre un migliaio di tecnici. Siamo l’unico ente in grado di garantire almeno 6/7 corsi all’anno.
La mancanza dei Decreti attuativi della legge 14/2009 fornisce un facile alibi per non procedere con le omologazioni.
Lo fornisce ai Direttori degli Uffici Provinciali della Motorizzazione, spaventati dalla quantità di collaudi che dovrebbero eseguire se venisse dato via libera alle omologazioni tuning. Con l’aumento delle operazioni e dei nastri operativi, i loro uffici, già da anni sull’orlo del collasso per carenza di personale, si paralizzerebbero.
Lo fornisce ad alcune grosse aziende nazionali che al momento dell’applicazione definitiva delle leggi in Italia si vedrebbero costrette a spendere cifre improponibili per legalizzare i cataloghi di accessori senza qualità e sicurezza (Ascar, ad esempio, quando ha cominciato a fare sul serio per legalizzare il tuning, si è vista venire meno l’iscrizione e il sostentamento di queste imprese).
Lo fornisce ai tuners che, trincerandosi dietro la scusa della mancanza di regole, allestiscono le loro auto “fregandosene” delle norme di sicurezza vigenti in Italia dal 1996, anno dell’armonizzazione delle norme a livello comunitario. All’ultima edizione del My Special Car Show di Rimini, interpellati sulla fattibilità delle omologazioni, abbiamo esaminato circa 300 auto tra le 1705 presenti. Di queste solo 25 potevano essere regolarizzate, tutte le altre (il 92%) dovrebbero muoversi su carrello o con targa di prova. E’ nostra convinzione che sulla massa complessiva dei veicoli modificati circolanti in Italia, la percentuale da carrello aumenta.
Tecnostrada.it da diversi anni, dopo essere stata sollecitata dalle aziende del settore, si è esposta in prima persona. Quattro degli ultimi 6 provvedimenti ministeriali e nazionali ci hanno visti coprotagonisti. Certamente piccoli passi che in una strategia a medio e lungo termine hanno dato i loro frutti. Dal 28 febbraio 2009, giorno della pubblicazione della legge 14/2009, tra i possessori della nostra certificazione non si è più verificato nessun caso di ritiro della carta di circolazione da parte delle forze dell’ordine.
Nel nostro padiglione al My Special Car Show di Rimini campeggiava lo slogan “Io Sono Omologato”; il nostro convegno “Omologazioni tuning applicazione delle ultime normative in funzione della Comunità Europea" è stato partecipato da quasi un centinaio di appassionati, la maggior parte dei quali oggi collabora con noi. Abbiamo aperto una strada e dato una speranza a chi si vuole veramente regolarizzare. Dopo anni di studio del settore, siamo giunti ad un’amara quanto brutale verità: non si vogliono avere regole, meglio la comoda ambiguità del “tutto illegale, perché tutto sia legale”.
Siamo gli unici che a Rimini abbiamo presentato un DDL (presentato alla Camera il 16 marzo 2009, due settimane dopo la promulga della legge 14/09) e convocato al nostro convegno il suo relatore, l’Onorevole Barbieri. Il nostro progetto è ora evidente a tutti, va ben oltre l’ottenimento di regole applicative per le approvazioni in Italia degli accessori aftermarket. Questa conquista è stata ottenuta con la legge 14/2009. Quello che ancora manca e di cui il nostro paese ha grande bisogno è contenuto nella proposta di legge ( dell’onorevole Barbieri): privatizzare, come già avviene in molti altri Paesi europei, i servizi che oggi sta gestendo in regime di monopolio e con grande difficoltà la Motorizzazione. Lo scopo è garantire a tutti la possibilità di regolarizzarsi nel rispetto delle norme europee esistenti. Nell’attesa dei decreti attuativi, che metteranno in condizione anche la Motorizzazione italiana di competere con i più snelli enti europei, è comunque già possibile ottenere la regolarizzazione. Nell’aprile 2008 una Sentenza della Corte di Giustizia Europea, la n. 265/2008, ha condannato un paese per non aver commercializzato prodotti approvati da un altro stato CE, non rispettando il principio della libera circolazione delle merci sul territorio comunitario. Tecnostrada, prima in Italia, dal 2003 rilascia certificazioni europee trascritte in lingua italiana, rappresentando un ente comunitario e fornendo legale documentazione nel rispetto della libera circolazione di prodotti approvati CE.
Tecnostrada si batte per garantire la sicurezza di quei tuner che vogliono unire la loro passione al rispetto della circolazione stradale. In caso di incidente i nostri clienti sono tutelati al 100%, in caso di danneggiamento delle modifiche, verranno totalmente risarciti. Chi ottiene un nostro certificato ha fatto prevenzione, si è educato al rispetto delle regole comunitarie ed ha un’arma in più per evitare le sanzioni.
Cordialmente
Giuliano Latuga
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